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Meta

Mèta è una proposizione greca (oltre, al di là, tra) che indica mutamento, posteriorità e superamento dei limiti. Nell’accezione latina e in senso figurato sta per fine, traguardo, scopo, estremità, limite, ma anche punto di svolta.

Meta è una chiamata all’avventura, alla spedizione, all’incontro, un percorso  dedicato ad un gruppo di ragazzi provenienti da esperienze diverse: un viaggio da percorrere insieme alla scoperta di un’azione collettiva condivisa. La meta è tanto l’obiettivo del viaggio quanto la necessità di andar oltre, di guardare lontano, di riscoprire se stessi attraverso un passo lento, consapevole. Sono invitati a partecipare ragazzi e ragazze under 20 provenienti da percorsi variegati: studenti romani, appassionati di teatro e pazienti presso lo studio Rete. L’apertura e la componente variegata dei partecipanti è il punto di forza del progetto Meta e del lavoro di Dynamis che si pone come elemento dei percorsi formativi la contaminazione di più identità.

perché la Montagna?

Oltre all’evasione dal frastuono delle città, ai noti benefici di una salutare attività all’aria aperta, la montagna invita ad una silenziosa riscoperta dell’ambiente naturale, imparando a rispettarne i suoi delicati equilibri, ma soprattutto guida a una conoscenza di sé stessi e della propria emotività. I partecipanti sono accompagnati a confrontarsi in sicurezza con i limiti dell’impresa, con le proprie paure e il loro superamento. Acquistando forza dal gruppo con cui si condivide l’esperienza, la fatica, la gioia della meta, si scopre così unrinnovato e fortificato senso collaborativo.

Fanzine — Meta

Meta è anche una fanzine fotografica sulla montagna ispirata al linguaggio specifico dei periodici di settore, costruita sull’esperienza diretta dei ragazzi/e. Il gioco dell’assurdo, elaborato autorialmente da Dynamis, è messo a servizio di una narrazione distorta, fantastica, dichiaratamente ludica.

La sintesi è una composizione che mescola vita vissuta e magazine.

Il progetto individua nel viaggio e nella spedizione il terreno per misurarsi con i propri limiti. L’arte, scheletro dell’esperienza in montagna, favorisce una dinamica votata all’ascolto ed educa a strutturare uno sguardo nuovo e relazioni vitali, inaspettate, orizzontali. Ragazzi/e, guide ed esperti, collaborano in uno spazio che favorisce la contaminazione di identità, dove è possibile seminare e fortificare un fare collettivo, acquisendo forza dalla presenza dell’Altro.

Lo sguardo di Dynamis e gli occhi dei partecipanti sono la lente per osservare la montagna e la spedizione. La potenzialità delle arti performative è l’occasione per ribaltare e trasformare la realtà in un terreno protetto: un collage di immagini e fotografie sovrapposte, collegate per associazioni dirette, conflittuali, totalmente assurde. Un progetto artistico che depropria la realtà, per renderci meno impermeabili, per educarci a rompere l’isolamento dei micro-mondi cittadini e la pressione di regole e impegni quotidiani: quartiere, scuola, terapia, amici, famiglia.

Chi partecipa?
Ragazzi e ragazze provenienti dall’istituto Rete e dai percorsi formativi Dynamis.
Chi sostiene il progetto?
Due importanti realtà nel campo della formazione e della cura pedagogica sono impegnate nella ricerca fondi per il progetto:
Dynamis si occupa di cultura, teatro e formazione a 360 gradi e muove la sua ricerca artistica e pedagogica su diversi livelli eambienti espressivi, facendo della molteplicità delle esperienze e della permeabilità dei gruppi un punto di forza.
— L’Istituto Rete si occupa da quasi trenta anni dei disturbi più frequenti del Neurosviluppo, dedicandosi parallelamente all’organizzazione di Corsi e Laboratori interattivi volti
a costruire un modello di terapia basato sulle evidenze scientifiche e sulle linee guida per la presa in carico ed il trattamento.